Dal 27 al 29 marzo 2022 vignaioli e vigneron, appassionati e operatori –  ristoratori, enotecari, importatori, distributori, cuochi, sommelier – si ritrovano a BolognaFiere per fare la rivoluzione del mondo del vino.

Sana Slow Wine presenta la Slow Wine Fair, l’evento internazionale dedicato al vino buono, pulito e giusto.

La manifestazione, ideata da Slow Food e organizzata da BolognaFiere, ospita il primo incontro internazionale della Slow Wine Coalition, una rete internazionale, inclusiva e collaborativa che unisce i protagonisti del mondo del vino: vignaioli, appassionati e professionisti della filiera. Si tratta di un’occasione di confronto e dibattito tra tutti gli attori della rete, nel solco della quasi ventennale esperienza di Terra Madre. Se vogliamo dare una definizione semplice e immediata della Slow Wine Fair, potremmo dire che si tratta della prima Terra Madre del vino.

Questo significa che, durante i tre giorni della Slow Wine Fair, a BolognaFiere si riuniscono centinaia di produttori provenienti dall’Italia e da tutto il mondo. Essi si confronteranno in conferenze e dibattiti, e si ritrovano per elaborare paper importanti sul futuro del vino e della viticoltura.

Ma la Slow Wine Fair non è solo per i vignaioli e i vigneron. Gli appassionati e gli operatori possono infatti fruire di un ricco programma di Masterclass; possono inoltre scegliere tra le migliaia di etichette provenienti da ogni parte del globo selezionate da Slow Food. Quest’ultima parte sarà impreziosita dalla partecipazione di Federbio, la Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica.

La manifestazione è aperta solo nella giornata di domenica agli appassionati, mentre le giornate di domenica, lunedì e martedì sono dedicate ai professionisti. Gli appassionati interessati a partecipare alle Masterclass del lunedì e del martedì, tuttavia, potranno accedervi. Per sapere come fare scrivete a: info.eventi@slowfood.it

Aprire il dibattito sul vino per cambiare rotta, dalla vigna alla bottiglia

Attraverso la produzione e il consumo di un certo tipo di vino ci poniamo l’obiettivo di incidere nel futuro della viticoltura che è ancora troppo legata all’uso della chimica e ha stravolto la biodiversità dei terroir di maggior successo imponendo la monocultura. Da qualche anno, però, le avanguardie più illuminate dei vigneron hanno capito che si deve cambiare rotta.  

Slow Food si è posta l’obiettivo di puntare alla costruzione di un sistema che fa del vino un potente strumento di riscatto culturale delle campagne. In questo sistema, i vignaioli sono sia custodi del territorio sia promotori di un sistema che unisce architettura, biodiversità e giustizia sociale. Solo così il patto comunitario tra appassionati, vignaioli e soggetti legati alla filiera enologica può avere un ruolo di crescita sociale e culturale. 

Secondo questa logica, il vino buono, pulito e giusto viene visto come un qualcosa che va oltre il bicchiere. Che include ambiti di importanza strategica per il futuro di noi tutti.