Dal 1982 al 2023. Slow Food e il vino: un amore lungo oltre 40 anni.

Tra pubblicazioni, eventi, documenti fondanti e un lavoro a stretto contatto con i produttori, a consolidamento di una rete viva e propositiva, ecco le tappe principali della storia di Slow Wine.

La storia di Slow Wine: gli anni Ottanta e Novanta

1982, Carlo Petrini e un gruppo di amici fondarono la Libera e Benemerita Associazione degli Amici del Barolo. Prima di Arcigola e molto prima di Slow Food, le nostre radici affondano tra le vigne. L’associazione produce per l’occasione un proprio catalogo di vini, che unisce le schede tecniche alla narrazione, anticipando in piccolo l’intuizione della guida Vini d’Italia.

17 marzo 1986, scoppia lo scandalo del metanolo, il punto più basso raggiunto dal settore enologico in Italia. Ventitré morti e un duro colpo inferto alla credibilità del nostro vino che pareva letale. Al tempo stesso, quel momento rappresenta in Italia l’inizio del risveglio per tutto il settore. Al tempo stesso, quel momento rappresenta l’inizio del risveglio del settore in Italia.

1988, Arcigola Slow Food e Gambero Rosso pubblicano la prima edizione della guida ai Vini d’Italia.

1992, esce la prima edizione della Guida al vino quotidiano, che censisce i vini italiani migliori per il rapporto qualità / prezzo, accompagnando, giorno per giorno, il lettore più o meno esperto nella scelta dei vini.

I primi anni Duemila

2004, nasce la Banca del Vino. Nel complesso di Pollenzo, che comprende l’Università di Scienze Gastronomiche, viene inaugurata la Banca del Vino, una struttura che ha l’obiettivo di valorizzare il patrimonio enologico italiano attraverso un’opera di formazione, promozione e tutela dei vini da invecchiamento. In questi 18 anni la Banca ha organizzato centinaia di degustazioni nella sua sede e in giro per l’Italia.

2007, Vignerons d’Europe, a Montpellier. In occasione del centenario della rivolta dei produttori di vino in Languedoc e Rousillon si svolge la prima edizione di Vignerons d’Europe. Centinaia di vitivinicoltori europei si riuniscono per un confronto reso necessario dalle pressanti sfide imposte dal mercato, sempre più condizionato dalla globalizzazione. Si apre il dibattito sulla crisi viticola, che non era solo economica, ma soprattutto identitaria.

2009, la seconda edizione di Vignerons d’Europe a Montecatini e Firenze lascia come eredità il Manifesto dei Vignerons d’Europe e identifica il vignaiolo come colui che opera nel rispetto dell’ambiente, della salute del consumatore e dei destini della propria comunità, della terrae del vino, quest’ultimo visto come espressione autentica di una cultura.

Dal 2011 ai giorni nostri

2011, nasce la guida Slow Wine , con l’obiettivo di spostare la lente d’ingrandimento dai vini (e dai loro punteggi) alle cantine, ai produttori e ai territori, raccontandoli con dovizia di particolari sugli stili di vinificazione e le tecniche agronomiche adottate. Slow Wine 2011 intende anche descrivere i cento profumi differenti che un vino talvolta sprigiona e fornire una chiave di lettura chiara e precisa, che evidenzi le etichette che meglio esprimono il territorio e il vitigno di provenienza.

2012, al via il primo Slow Wine Tour. Contestualmente alla prima edizione in inglese della Slow Wine Guide, parte lo Slow Wine Tour che al suo debutto fa tappa a New York, Chicago, San Francisco. Alle prime tappe statunitensi gli anni seguenti se ne aggiungono altre sempre negli Stati Uniti, e in Germania, Danimarca, Giappone, Canada…

2017, nasce Slow Wine Slovenia. La guida espande il suo lavoro per la prima volta a un paese straniero e lo fa con la vicina Primorska slovena. Lo fa recensendo oltre 30 aziende della Brda e del Kras, denominazioni confinanti con il Collio e il Carso. Zone del tutto simili a quelle italiane, dalle quali, però, le divide un confine politico che poco ha a che vedere con le tipologie coltivate, lo stile dei vini e le caratteristiche del territorio.

2018, nasce Slow Wine Usa. Dopo la fortunata esperienza slovena, inizia il lavoro di recensione in California, con una prima guida a 50 aziende di quello stato. Negli anni seguenti questa avventura cresce, includendo nel 2019 l’Oregon e nel 2020 anche Washington State e New York. Il numero di cantine presenti sulla guida sfiora le 300 unità.

2020, presentazione a BolognaFiere del Manifesto Slow Food per il vino buono, pulito e giusto. È la posizione sul vino dell’associazione Slow Food, 10 punti su cui confrontarsi e da sviluppare attraverso ulteriori scambi, dibattiti e incontri.

2021, nasce la Slow Wine Coalition, la rete mondiale che riunisce tutti i protagonisti della filiera. La Slow Wine Coalition si propone di mettere in atto una rivoluzione del vino all’insegna di sostenibilità ambientale, tutela del paesaggio e crescita sociale delle campagne.

2022, nasce Slow Wine China. Da Ningxia a Xinjiang, da Shandong a Hebei, da Gansu a Yunnan, da Shanxi a Sichuan, da Shaanxi al Tibet. La Cina del vino di qualità svela i propri assi, i territori più promettenti e vocati, dove nascono veri e propri gioielli enoici.

2023, dal 26 al 28 febbraio si svolgerà a BolognaFiere la seconda edizione della Slow Wine Fair. E la storia di Slow Wine è ancora tutta da scrivere.

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