Slow Food e il vino: un amore lungo 40 anni

28 Novembre 2021

Dal 1982 al 2022. Slow Food e il vino un amore lungo 40 anni.

Tra pubblicazioni, eventi, documenti fondanti e un lavoro a stretto contatto con i produttori, a consolidamento di una rete viva e propositiva, ecco le tappe principali della storia di Slow Wine e dell’amore di Slow Food per il vino.

La storia di Slow Wine: gli anni Ottanta e Novanta

1982, Carlo Petrini e un gruppo d’amici fondarono la Libera e Benemerita Associazione degli Amici del Barolo. Prima di Arcigola e molto prima di Slow Food, le nostre radici affondano tra le vigne. L’associazione produce per l’occasione un proprio catalogo di vini, che unisce le schede tecniche alla narrazione, anticipando in piccolo l’intuizione della guida Vini d’Italia.

17 marzo 1986, scoppia lo scandalo del metanolo, il punto più basso raggiunto dal settore enologico in Italia. Ventitrè morti e un colpo inferto alla credibilità del nostro vino che pareva letale. Al tempo stesso, quel momento rappresenta in Italia l’inizio del risveglio per tutto il settore. Parlarne in modo positivo è impossibile, visto il rispetto che dobbiamo alle vittime di questo tremendo tsunami vinicolo, ma è indubbio che si trattò di una scossa per tutti.

1988, Arcigola Slow Food e Gambero Rosso pubblicano la prima edizione della Guida ai Vini d’Italia. È la prima guida di vini pubblicata in Italia, dopo le poche meravigliose edizioni del Catalogo che in anni precedenti Veronelli pubblicava con Bolaffi. L’intento era mostrare il lato buono della produzione di vini italiana. Di dare un giudizio di merito sui prodotti di 500 aziende vitivinicole selezionate in ogni regione. Furono inventati i famosi Tre Bicchieri come riconoscimento più alto alla qualità dei vini.

1992, esce la prima edizione della Guida al vino quotidiano, che censisce i vini italiani migliori per il rapporto qualità / prezzo, accompagnando, giorno per giorno, il lettore più o meno esperto nella scelta dei vini.

I primi anni Duemila

2004, nasce la Banca del Vino. Nel complesso di Pollenzo, che comprende l’Università di Scienze Gastronomiche, viene inaugurata la Banca del Vino, una struttura che ha l’obiettivo di valorizzare il patrimonio enologico italiano attraverso un’opera di formazione, promozione e tutela di vini da invecchiamento. In questi 18 anni la Banca ha organizzato centinaia di degustazioni nella sua sede e in giro per l’Italia.

2007, Vignerons d’Europe, a Montpellier. In occasione del centenario della rivolta dei produttori di vino in Languedoc e Rousillon si svolge la prima edizione di Vignerons d’Europe. Centinaia di vitivinicoltori europei si riuniscono in un confronto necessario per le pressanti sfide imposte da un mercato sempre più condizionato dalla globalizzazione. Si apre il dibattito sulla crisi viticola che non si intendeva come solamente economica, ma soprattutto identitaria.

2009, la seconda edizione di Vignerons d’Europe a Montecatini e Firenze lascia come eredità il Manifesto dei Vignerons d’Europe esprimendosi sul ruolo del vignaiolo come colui che opera nel rispetto dell’ambiente, della salute del consumatore e dei destini della propria comunità e della terra, e del vino, visto come espressione autentica di una cultura.

Dal 2011 ai giorni nostri

2011, nasce la guida Slow Wine con l’obiettivo di spostare la lente d’ingrandimento dai vini a un giudizio a 360° sulle cantine, i produttori, i territori raccontati con dovizia di particolari. Un’idea rivoluzionaria, perché Slow Wine non si pone l’obiettivo di fare da gran cassa dei soliti noti; la guida sposta l’attenzione del lettore dai punteggi dei vini alla descrizione dello stile di vinificazione e delle tecniche agronomiche adottate. Slow Wine 2011 è una guida nata nelle vigne per soddisfare l’esigenza di informare sulle cantine e raccontarne i territori. In seconda analisi l’obiettivo è descrivere i cento profumi differenti eventualmente espressi da un vino e fornire una chiave di lettura sui vini precisa e molto chiara, evidenziando quelle etichette che esprimono compiutamente il proprio territorio e il vitigno di provenienza. Scopri Slow Wine 2022.

2012, al via il primo Slow Wine Tour. Contestualmente alla prima edizione in inglese della Slow Wine Guide, parte lo Slow Wine Tour che nel 2012 fa tappa a New York, Chicago, San Francisco. Alle prime tappe statunitensi gli anni seguenti se ne aggiungono altre sempre negli Stati Uniti, e in Germania, Danimarca, Giappone, Canada…

2017, nasce Slow Wine Slovenia. La guida espande il suo lavoro per la prima volta a un paese straniero e lo fa con la vicina Primorska slovena. Comincia infatti la recensione di oltre 30 aziende della Brda e del Kras, denominazioni confinanti con il Collio e il Carso. Zone del tutto simili a quelle del nostro paese, ma divise da un confine politico che poco ha a che vedere con le tipologie coltivate, lo stile dei vini e le caratteristiche del territorio assolutamente similari tra Italia e Slovenia.

2018, nasce Slow Wine Usa. Dopo la fortunata esperienza slovena, inizia il lavoro di recensione in California, con una prima guida a 50 aziende di quello stato. Negli anni seguenti questa avventura cresce, includendo nel 2019 l’Oregon e nel 2020 anche Washington State e New York. Il numero di cantine presenti sulla guida sfiora le 300 unità.

2020, presentazione a BolognaFiere del Manifesto Slow Food per il vino buono, pulito e giusto, come un documento figlio della riflessione avvenuta da centinaia di vignaioli nel 2009 e poi rivisto grazie a un confronto interno e al dialogo con produttori, agronomi ed enologi. È la posizione sul vino dell’associazione Slow Food, 10 punti su cui confrontarsi e da sviluppare attraverso ulteriori scambi, dibattiti e incontri. Tra questi, le sessioni plenarie della Slow Wine Coalition a BolognaFiere.

2021, nasce la Slow Wine Coalition, la rete mondiale che riunisce tutti i protagonisti della filiera per mettere in atto una rivoluzione del vino all’insegna di sostenibilità ambientale, tutela del paesaggio e crescita sociale e culturale delle campagne. Le fondamenta per la nascita di questa comunità sono state gettate con la presentazione del Manifesto per il vino buono, pulito e giusto, un punto di partenza intorno al quale confrontarsi e discutere.

26 febbraio – 1° marzo, la Slow Wine Fair a BolognaFiere. E la storia di Slow Wine è ancora tutta da scrivere!

Slow Wine Fair, la manifestazione internazionale del vino buono, pulito e giusto, è a BolognaFiere dal 26 febbraio al 1° marzo 2022. Convegni, masterclass e 1.000 cantine dall’Italia e dal mondo. #SlowWineFair