All’inizio degli anni Ottanta abbiamo assistito alla prima rivoluzione nel mondo del vino, che si è trasformato da alimento in prodotto edonistico.

Ora, alla luce delle profonde trasformazioni che hanno cambiato il sistema della sua produzione a livello mondiale è necessario ripensare e riscrivere il ruolo delle aziende vitivinicole.

La viticoltura è tra i principali consumatori di prodotti antifungini e insetticidi. È, quindi, responsabile dell’inquinamento e del depauperamento della biodiversità di flora e fauna tra i filari. Inoltre, nelle zone di maggiore pregio si assiste alla presenza imperante della monocultura, che impoverisce la vitalità dei suoli ed esclude tutti gli altri prodotti agricoli meno remunerativi, così come la presenza di gerbidi e zone boschive essenziali per la salute dell’ecosistema. Insomma, i problemi sono molti, profondi e storici. Se vogliamo dar vita a una rivoluzione nel mondo del vino virtuosa che trasformi completamente la vitivinicoltura serve uno sforzo collettivo da parte di tutti coloro che amano il vino.

Le cantine possono impegnarsi in tre precise direzioni, che avranno un forte impatto sull’agricoltura e sullo sguardo degli appassionati. Il primo ambito è la sostenibilità ambientale; il secondo la tutela del paesaggio; infine, non ultimo, il ruolo culturale e sociale che le cantine stesse rivestono nei territori in cui operano.

DAL MANIFESTO ALLA SLOW WINE COALITION ALLA SLOW WINE FAIR

Per fornire una solida base di partenza su cui poggiare questo ampio lavoro a livello internazionale è stato presentato nell’ottobre del 2020 a BolognaFiere il Manifesto per il vino buono, pulito e giusto. Questo decalogo indica il cammino che l’azienda vitivinicola dovrebbe intraprendere per trasformarsi in motore di un cambiamento virtuoso.

È nata così la rete tematica internazionale Slow Wine Coalition, formata da tutti i firmatari del Manifesto. Il suo obiettivo consiste nel creare momenti di incontro e discussione nei diversi territori, così da animare il tessuto dei suoi aderenti e motivarli nel realizzare azioni concrete che possano da una parte sostenere i vignaioli in questo processo di crescita e di trasformazione del proprio lavoro, e dall’altra spronarli ad attuare con rapidità e coerenza questi importanti passi verso una maggiore consapevolezza del proprio ruolo.

La Slow Wine Fair si inserisce in questo percorso richiamando a BolognaFiere centinaia di cantine italiane e internazionali, accomunate dalla volontà di promuovere un nuovo sistema produttivo che vede l’azienda vitivinicola come motore di uno sviluppo sostenibile, baluardo di difesa del paesaggio e attenta promotrice della crescita sociale, culturale ed economica delle campagne.

Con un programma di incontri commerciali e di momenti di confronto con il grande pubblico e i professionisti del settore, la manifestazione vuole stimolare la creazione di nuovi contenuti, coerenti con il Manifesto, e comunicarli al mondo esterno alla produzione.

Fai anche tu la rivoluzione nel mondo del vino…

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