Quando le bollicine raccontano un terroir: Champagne Lombard

28 Gennaio 2024

Quando si vedono le stesse bottiglie di Champagne in vendita dietro gli espositori dei supermercati e delle enoteche specializzate di tutto il mondo, ci si può chiedere come facciano questi colossi commerciali a produrre una tale quantità della bevanda dorata.

La risposta, ovviamente, è che non coltivano le proprie uve, ma producono quantità industriali di Champagne acquistando le uve da decine di agricoltori diversi e interrompendo così qualsiasi legame tra il prodotto finale e il terroir.

Tuttavia, ci sono produttori artigianali che vinificano Champagne su piccola scala da vigneti specifici e con un proprio nome, o Lieu-dit. Uno di questi produttori, è Thomas Lombard, dell’omonima casa Champagne Lombard, che partecipa a Slow Wine Fair insieme a Tannico. Thomas ha rilevato l’azienda dal padre nel 2017 e, da allora, ha cercato di affermarvi un diverso approccio ai vini e ai loro terroir di origine. Abbiamo parlato con Thomas di terreni, uve e clima.

Suolo e terroir

Cominciamo dal suolo. Sul sito web della Champagne Lombard c’è una splendida mappa che mostra i diversi tipi di suolo della zona intorno alla città di Épernay, dal gesso e l’argilla al limo argilloso, al gesso denso fino all’argilla sabbiosa. Ma che effetto ha tutto ciò sul prodotto finale: se assaggiamo tre diversi Champagne provenienti da tre diversi Lieu-Dit e tre diversi tipi di terreno, saremo in grado di percepire la differenza? Thomas Lombard ne è certo.

«I tipi di suolo spingono le uve a dare sensazioni e aromi specifici nei vini che ne derivano. A grandi linee, i terreni calcarei conferiscono ai vini una sensazione di croccantezza e un pizzico di salinità; i terreni argillosi danno ai vini una buona consistenza e l’espressione potente della frutta matura; i terreni limosi e sabbiosi ci danno vini più leggeri con un’espressione più vivace di frutta. Ogni appezzamento di terreno in Champagne ha la sua combinazione unica di tipi di suolo, e sì, un bevitore attento sarà in grado di assaggiare la differenza!».

Vigneti vicino a Épernay. Ph: Champagne Lombard

Conversione al biologico

I vigneti di Lombard si estendono su 5,5 ettari di terreno sul versante occidentale della Montagne de Reims e, da quando Thomas ha preso le redini dell’azienda pochi anni fa, ha avviato la conversione all’agricoltura biologica certificata. Perché?

«La nostra decisione di orientarci verso la viticoltura biologica è stata guidata da un’unica idea». Non una reazione al mercato o al clima, ma una semplice considerazione: «Crediamo che la viticoltura biologica abbia un impatto positivo sulla qualità del suolo e che questo permetta alle uve di offrire l’espressione più vera possibile del terroir. È stato un processo impegnativo, ma crediamo di aver superato l’ostacolo più grande: nel 2021 abbiamo potuto raccogliere solo 1500 kg per ettaro – una riduzione dell’85% rispetto alla resa normale – a causa di un clima catastrofico. Ma abbiamo perseverato e nel 2022 abbiamo completato la conversione biologica dei nostri terreni. E il raccolto del 2022 è stato fantastico!”.

Il clima

Parlando di fenomeni meteorologici estremi, non sarebbe corretto non parlare di come la crisi climatica stia influenzando la vinificazione dello Champagne.

«Il clima è, anche in tempi normali, un insieme complesso e variabile di fattori: vento, pioggia, ore di sole… Tutti questi fattori influenzano l’evoluzione delle viti e la crescita delle uve, creando sottili differenze tra ogni appezzamento di terreno. Ma è vero che negli ultimi anni abbiamo notato un cambiamento più generale verso un clima più caldo e differenze stagionali più estreme, con condizioni molto secche o molto umide».

Cosa state facendo per mitigare l’impatto?

«Per contrastare la siccità dobbiamo controllare l’erba tra le viti e limitare la competizione per l’acqua. Nei periodi umidi, invece, usiamo prodotti naturali come il solfato di rame per proteggere le viti dalle malattie. Si tratta di un agente di contatto, il che significa che non penetra nel terreno o nella linfa della pianta, e che protegge la pianta solo finché non piove e viene lavato via. Quindi bisogna trattare le viti ogni volta che si prevede una pioggia. Il clima più caldo ci permette anche di ridurre il dosaggio nel processo di vinificazione: crediamo che il Brut Nature sia il dosaggio più adatto per scoprire l’influenza del terroir.”

Thomas Lombard e suo padre Thierry, che è stato alla guida dell’azienda fino al 2017. Ph: Champagne Lombard

Età ed esperienza

«Il tempo ci permette di rivelare le caratteristiche del terroir» come lei dice. Si nota una maggiore espressione territoriale negli Champagne invecchiati per alcuni anni?

“L’invecchiamento è importante, naturalmente, ma sarebbe sbagliato pensare che più un vino è vecchio, più sarà orientato al territorio. C’è un picco nel processo di invecchiamento, quando un vino raggiunge un equilibrio perfetto di consistenza, aromaticità e mineralità. Il momento esatto di questo picco dipende ovviamente dal vino e dalle annate, ma per il nostro champagne il picco è solitamente tra i tre e i sei anni di invecchiamento in bottiglia. Un invecchiamento più lungo consente lo sviluppo di aromi terziari che, dal mio punto di vista, rappresentano un allontanamento dal terroir puro, anche se spesso si tratta di vini eccezionali! Ma più importante del tempo trascorso a invecchiare è la conoscenza approfondita e l’esperienza di ogni specifico appezzamento di terreno, necessaria per poter condurre una viticoltura più efficiente e gratificante».

Slow Wine Fair

Slow Wine ha elaborato un Manifesto del vino buono, pulito e giusto e di ciò che questo significa, dalla qualità alla sostenibilità ambientale e sociale. Cosa significano questi concetti per voi?

Una bottiglia di Champagne Lombard con una mappa della regione da staccare. P. Champagne Lombard IG

«La sostenibilità ambientale è una preoccupazione primaria, come dimostra la nostra dedizione alla viticoltura biologica. Per quanto riguarda l’equità, la sua applicazione può essere ampia. Come piccola azienda ci concentriamo su un rapporto di fiducia con tutti i nostri partner, sul benessere dei nostri dipendenti e sull’alta qualità delle nostre cuvée. Ma a proposito della Fiera, anche per noi è un’occasione per imparare di più. Il sistema delle Doc italiane è molto complesso, e ci farebbe piacere saperne di più, e riscoprire i suoi vini!».

di Jack Coulton, info.eventi@slowfood.it

Organizzata da BolognaFiere e Sana da un’idea di Slow Food, Slow Wine Fair è la manifestazione internazionale dedicata al vino buono, pulito e giusto. Dal 25 al 27 febbraio 2024, convegni, masterclass, e l’esposizione di circa 1000 cantine italiane e internazionali e oltre 5.000 etichette. La biglietteria sarà disponibile online a fine novembre. Iscriviti alla newsletter per essere aggiornato su tutte le novità. #SlowWineFair2024

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