Libri al calice: il programma delle presentazioni presso Casa Slow Food

05 Febbraio 2024

Tutti i giorni di Slow Wine Fair vi aspettiamo in Casa Slow Food, padiglione 15A con un ricco programma di incontri e convegni in cui i libri diventano lo spunto per trattare tanti argomenti importanti.

In Casa Slow Food esploriamo, tra gli altri, il ruolo della donna nel mondo del vino partendo dall’esperienza personale delle protagoniste e per una riflessione più ampia sulla discriminazione di genere e sul bisogno di lottare, uomini e donne insieme, per un mondo del vino più inclusivo e sostenibile.

Entriamo nel mondo della biodinamica, e vi diamo un’ampia raccolta di indicazioni, suggerimenti, esperienze di successi e condivisioni di aspetti critici, raccontati attraverso l’esperienza concreta di aziende viticole biodinamiche italiane e internazionali.

Vi raccontiamo tante belle esperienze: dalle testimonianze della cultura alimentare bene fondamentale da salvaguardare e promuovere, fulcro della valorizzazione del territorio. E ci interroghiamo su quali siano gli ingredienti di una storia importante del vino e su come valorizzare, nel raccontarla, gli elementi da mettere a valore.

Non ultimo, vi portiamo dai radicchi ai carciofi, dal caffè ai digestivi… Qual è l’elemento comune? L’amaro, che ha un ruolo privilegiato nel gusto degli italiani.

Ecco il programma, con una guida alla lettura.

I libri

25 febbraio ore 13:00 – Intrepide: Storie di donne, vino e libertà

Intrepide è una raccolta di dodici storie di donne audaci che a vario titoli appartengono al mondo del vino. Più una, quella dell’autrice, che ha sperimentato sulla propria pelle la discriminazione di genere. Ad accomunare le protagoniste di questo libro corale pubblicato da Slow Food Editore è un’inquietudine positiva, la voglia di cambiare le cose, il coraggio di affrontare le difficoltà a pelle scoperta. Dal libro prendiamo spunto per un confronto sul ruolo della donna nel mondo del vino partendo dall’esperienza personale delle protagoniste e per una riflessione più ampia sulla discriminazione di genere e sul bisogno di lottare, uomini e donne insieme, per un mondo del vino più inclusivo e sostenibile.

25 febbraio ore 17:00 – Viticoltura biodinamica: istruzioni per l’uso

La viticoltura biodinamica è un metodo agricolo che permette di esprimere a pieno la qualità e l’unicità dei più diversi territori viticoli mondiali. L’insieme delle tecniche agronomiche e viticole, l’uso dei preparati, le strategie di gestione del suolo, il compostaggio e la cura dell’organismo agricolo sono gli argomenti chiave di questo primo manuale pratico sulla viticoltura biodinamica. II viticoltore che vuole avvicinarsi o migliorare la conoscenza delle tecniche e delle visioni di questo metodo, a cui si legano nomi di prestigio e aziende iconiche della produzione vitivinicola, può confrontarsi con le diverse esperienze maturate dal lavoro ventennale di Adriano Zago, uno dei maggiori esperti di questa materia a livello mondiale. Splendidamente illustrato, il Manuale di viticoltura biodinamica (Terra Nuova Edizioni) offre un’ampia raccolta di indicazioni, suggerimenti, esperienze di successi e condivisioni di aspetti critici, raccontati attraverso l’esperienza concreta di aziende viticole biodinamiche italiane e internazionali.

26 febbraio ore 15:00 – Amaro: un gusto italiano

Dai radicchi ai carciofi, dal caffè ai digestivi: l’amaro ha un ruolo privilegiato nel gusto degli italiani. Nessun’altra cucina europea ha una predilezione così marcata per quel sapore. Questo tratto distintivo ha origini lontane e affonda le radici nell’incontro fra cultura contadina e cultura alta. Gli organi del gusto sono la lingua e il cervello. La prima sente i sapori, a valutarli è il secondo. Il meccanismo non è solo biologico, ma anche e soprattutto culturale: è una questione di abitudine, di apprendimento, di giudizio. Dunque, se ci chiediamo perché la sensibilità gustativa degli italiani è così attratta dall’amaro, la spiegazione non va cercata nella genetica ma nella storia. Ce lo spiega Massimo Montanari, uno dei più grandi storici dell’alimentazione, scavando tra fonti letterarie e trattati di botanica, agricoltura, cucina, dietetica.

I progetti

25 febbraio ore 15:00 – l Geoportale della Cultura Alimentare: il racconto eno-gastronomico del patrimonio culturale italiano

La cultura alimentare è un bene fondamentale da salvaguardare e promuovere, nel rispetto dell’ecosistema e della memoria delle comunità, fulcro della valorizzazione del territorio. In questo senso si muove il Geoportale della Cultura Alimentare (GeCA), progetto nazionale dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale (ICPI), finanziato dal PON (Programma Operativo Nazionale) Cultura e Sviluppo. In occasione di Slow Wine Fair, presentiamo il progetto come collaudato strumento di raccolta e diffusione delle testimonianze del patrimonio culturale immateriale, attraverso nuovi contenuti e materiali storici recuperati. Illustriamo inoltre i video di micronarrazione, strumenti digitali privilegiati nella fase di arricchimento, restyling e rinnovamento dell’esperienza digitale del portale.

26 febbraio ore 11:00 – Le storie importanti del vino: comunicare persone, saperi, territori e culture

Cosa significa comunicare le storie importanti del vino? L’incontro rappresenta un’opportunità per discutere della valorizzazione e promozione del vino e delle cantine, focalizzandosi sul racconto del loro patrimonio immateriale distintivo. A costituirlo sono saperi, territori unici, persone e tradizioni tramandate nel tempo. L’uso combinato di modalità narrative differenti, sia visive sia sensoriali, consente di comunicare e valorizzare il prodotto non solo attraverso la sua origine e la sua evoluzione nel tempo, ma anche e soprattutto tramite le storie e le tradizioni radicate nel territorio e nelle comunità che custodiscono saperi, tecniche e competenze tramandati di generazione in generazione.

26 febbraio ore 16:30 – Storie di comunità: i vignaioli teatini si presentano

Città e viticoltura sono due concetti solo apparentemente lontani. A Chieti, in Abruzzo, otto aziende vitivinicole verticali site nel comprensorio cittadino sono unite da una visione comune di sostenibilità. Così Tenuta I Fauri, Maligni, Fattoria Teatina, Cantina Wilma, Zappacosta, Rabottini, Buzzarone e Pesolillo hanno dato vita alla Comunità Slow Food dei Vignaioli Teatini, la prima della provincia di Chieti, e la raccontano in un incontro con degustazione finale.

Casa Slow Food è sostenuta da BIA srl e dal progetto GeCA – ICPI

Organizzata da BolognaFiere e Sana da un’idea di Slow Food, Slow Wine Fair è la manifestazione internazionale dedicata al vino buono, pulito e giusto. Dal 25 al 27 febbraio 2024, convegni, masterclass, e l’esposizione di circa 1000 cantine italiane e internazionali e oltre 5.000 etichette. Iscriviti alla newsletter per essere aggiornato su tutte le novità. #SlowWineFair2024

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