Una favola molisana: Steiger-Kalena

01 Febbraio 2024

Voglio iniziare questo articolo con una nota personale. Fino all’autunno del 2023 non ero mai stata in Molise. Il mio primo viaggio nella seconda regione più piccola d’Italia ha puntato direttamente verso un piccolo paese dell’area collinare. Il giorno della partenza, ho guardato all’insù e ho visto uno splendido rapace che non conoscevo e che ho dovuto identificare su Google: il nibbio reale. Sembra che vederlo non sia troppo frequente, e in Molise può succedere. Il nibbio reale, per me, rappresenta il Molise, che ora ho la fortuna di conoscere anche grazie alla cantina Steiger-Kalena.

Steiger-Kalena è una realtà giovane, che sorge tra le splendide colline di Contrada Olivoli, nell’agro di Casacalenda. Giulio Steiger lì ci è nato ma non ci viveva: prima di dedicarsi alle vigne il suo “territorio” era la città di Parigi, con tutte le sue innumerevoli prospettive e la sua vivacità. È lì che nel 2012 Giulio incontra Margarita, sua moglie, e insieme iniziano a sognare un futuro radicalmente diverso.

Dalla metropoli alle colline

«A Parigi, lavoravo con mio padre come modellista nel mondo delle calzature. Seguivo anche il comparto vendite, e nel farlo ero continuamente in viaggio». Ma proprio come una scarpa che calza troppo stretta, è così che quell’esperienza si rivelò per Giulio: «Dopo una decina d’anni iniziai a sentirmi deluso dal mio lavoro. Mi piaceva molto l’aspetto creativo, ma ben presto compresi quanto la competizione coi grandi gruppi si giocasse su parametri che non avevano molto a che fare con la qualità del prodotto».

A questo punto in Giulio – che nel frattempo aveva incontrato Margarita, venezuelana d’origine e insegnante di inglese – inizia a farsi strada un sogno diverso. Che lo porta ai vasti spazi delle colline molisane, ai colori della vegetazione, forse anche al volo del nibbio reale. «È tutto iniziato dal desiderio di poter crescere i nostri figli in uno spazio diverso dal contesto urbano, di regalare loro un contatto con la natura per me imprescindibile. E così ho guardato alla mia terra d’origine, dove tra l’altro i miei nonni avevano lavorato come ristoratori».

Quel giorno che i Bourguignon vennero in Molise

La scelta del settore vinicolo venne un po’ per caso, un po’ anche intravedendovi una prospettiva economica. Tuttavia Giulio non aveva alcuna formazione nel campo e, com’è normale immaginarsi, tutto quel che arriva nei primi anni è frutto di conquiste faticose, e di grande tenacia. «Ero attratto dalla natura, dall’idea di poter produrre un vino pulito, che rispecchiasse il meglio di un territorio così carico di fascino. Per sopperire alle mie carenze culturali ho intrapreso un percorso di formazione intenso, ho iniziato a leggere, documentarmi, anche per poter iniziare col piede giusto, nella scelta del terreno».

E poi un incontro fortuito, che spalanca a Giulio le porte di una produzione attenta alla fertilità del suolo, alla biodiversità, all’uso oculato delle risorse. «Nelle mie ricerche, trovavo spesso citati i Bourguignon, il cui lavoro è stato fonte di ispirazione per moltissimi vignaioli. Ho provato a contattarli, e si diedero disponibili per una consulenza». Giulio ricorda bene di quella volta che Lydia e Claude Bourguignon arrivarono in Molise in macchina, di come siano stati colpiti dai terreni, dall’ambiente naturale, e di come su queste basi sia nata un’amicizia che continua tuttora.

Seiger-Kalena in breve

  • Ettari 12,3 – Bottiglie 40.000
  • Fertilizzanti: compost
  • Fitofarmaci: rame, zolfo
  • Diserbo: lavorazione meccanica / manuale
  • Lieviti: fermentazione spontanea
  • Uve: 100% di proprietà
  • Certificazione: biologico certificato
  • Premi Slow Wine: BottigliaVino Top e Vino Slow a Rosso Passatella 2022. Blend con prevalenza Tintilia che dona sensazioni speziate e di frutti rossi ben integrate nel sorso, che è persistente.

Di vigne e di querce, di pecore e di uccelli selvatici

Ai libri dei Bourguignon basta dare un’occhiata per comprendere come per loro la posizione più corretta da assumere sia quella prima di osservatori e dunque di interpreti del territorio. A partire dal suolo, che è il fondamento di tutto. Giulio dal confronto con loro uscì rafforzato nell’idea che tutto in natura abbia un ruolo e contribuisca a formare un equilibrio di insieme. In quel “tutto” oltre alla vigna c’è molto altro: «La nostra azienda consta di 31 ettari totali di terreno, ma solo 12,3 sono occupati dal vigneto. Negli ettari restanti si estendono il bosco, l’oliveto, e ancora un’area destinata al pascolo degli ovini».

Già, perché anche gli animali – e val la pena ricordarlo tutte le volte che se ne ha occasione – hanno un ruolo ben preciso nel perpetuare il ciclo della vita e della fertilità. «Durante tutto l’anno, con l’eccezione dell’estate le pecore stanno in vigna. Smuovono il terreno con gli zoccoli, brucano l’erba contribuendo a mantenere il suolo pulito, concimano con le loro deiezioni…». A queste, si aggiungono letame d’asino, raspi e cippato, in modo da assicurare al suolo un nutrimento sano, di qualità.

Non solo. Nel vigneto o ai suoi confini sono state aggiunte piante – maestose querce, esili pioppi, gelsi e alberi da frutto – per garantire un maggior ombreggiamento, e per offrire un riparo agli uccelli: «Da noi ne sono arrivati tanti, e anch’essi fanno il loro lavoro, aiutandoci a controllare gli insetti». Sono convinta che la motivazione di questa scelta sia anche quella che meno spesso si nomina, ma che quasi sempre incide sulle nostre scelte: la bellezza. Non si può concepire un’azienda che sia solo funzionale, solo votata all’economia. La ricerca della bellezza è ovunque, in queste storie di agricoltura, anche in quella di Steiger-Kalena.

Il posto della Tintilia

Tra le varietà coltivate in azienda troviamo il montepulciano, l’aglianico e e la tintilia, vitigno autoctono del Molise che ha rischiato la scomparsa e che, da una quindicina d’anni a questa parte, sta vivendo una vera e propria rinascita. La ritroviamo come uva principale sia nel blend Passatella sia nel Torre-Kalena, dove prevale invece il montepulciano. Sono questi gli ambasciatori di Steiger-Kalena all’estero (il mercato è principalmente statunitense) e oggi anche in Italia.

Oltre al vigneto, che è coltivato a pergola in modo da proteggere i grappoli e il suolo dai raggi del sole, Giulio ha anche dedicato molte cure alla realizzazione della cantina, rispetto alla quale dice: «Ci ho investito tutto quello che avevo e anche quello che non avevo. È stata un’impresa un po’ incosciente, nella quale è stato fondamentale l’aiuto di mio padre e mio fratello. È un’altra parte del sogno che si è realizzata: una struttura giusta per consentire il riposo del vino, realizzata avvalendoci solo di ditte e di manodopera molisane».

Ed è così che mentre i figli di Giulio e Margarita crescono felicemente nel territorio, il territorio cresce, e bene, grazie a questa realtà che parla di cura e di amore. Sembra una bella fiaba, forse lo è. Tra i protagonisti non sfigurerebbe un maestoso nibbio reale.

di Silvia Ceriani, info.eventi@slowfood.it

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