La freschezza dei vini alpini: Gump Hof

20 Febbraio 2024

Nel nostro vagabondare per le vigne di tutta Italia, e di un pezzetto del mondo, approdiamo oggi a Novale di Presule (Prösler Ried in tedesco), un piccolo borgo appartenente al comune di Fiè allo Sciliar, e vi facciamo conoscere Gump Hof.

L’area circostante è caratterizzata dai pendii che si estendono dallo Sciliar fino alla Valle Isarco e che, grazie al loro orientamento favorevole, offrono condizioni ottimali per la viticoltura. È qui, infatti, che vengono coltivati i vini della Valle Isarco. Gump Hof è un’azienda antica, menzionata già in alcuni antichi documenti del 1546, e da più di due secoli è di proprietà della famiglia Prackwieser. Se la storia del maso è antica, solo negli ultimi anni prende la forma attuale, come mi racconta al telefono Judith Unterholzner, moglie di Markus Prackwieser, impegnata prevalentemente nella gestione commerciale e amministrativa dell’azienda.

«Fino a una quarantina di anni fa Gump Hof era un maso misto. Insieme ai vigneti coesistevano alberi da frutta, principalmente meleti, e allevamento di bestiame. L’uva coltivata era conferita a terzi per la vinificazione, ma a partire dagli anni Ottanta, nel momento in cui l’Alpe di Siusi e l’altopiano dello Scilar iniziano a scoprire la loro vocazione turistica, la famiglia di mio marito, con suo padre Johann in prima linea, iniziò a puntare maggiormente sulla viticoltura, producendo i primi vini aziendali».

Maestri, amici: l’importanza della condivisione

Lo stacco netto avviene però soltanto con Markus, che torna in azienda negli anni Novanta, e converte tutte le superfici dell’azienda a vigneto. Sono anni intensi di scoperte, viaggi e scambi. Markus frequenta la Borgogna e la Valle della Loira, per imparare un nuovo mestiere che per lui è fatto di tanta passione, ma anche, da subito, di voglia di sperimentare. Tra i suoi maestri, il compianto Didier Dauguenau, un vignaiolo di culto, che ha aperto la strada alla moderna vitivinicoltura di qualità e di prestigio nella Valle della Loira.

Un altro incontro importante è quello che lo porta a formare, insieme a Christian Plattner di Tenuta Ansitz Waldgries e Günther Kerschbaumer di Tenuta Köfererhof il Trio Vinicolo, un sodalizio nato dalla volontà di condividere conoscenze, moltiplicare l’esperienza, scambiare opinioni e incentivare la collaborazione. Il trio, mi racconta Judith, «nasce dall’amicizia di tre vignaioli altoatesini, che avevano storie simili, ed erano privi di consulenti enologi e di una vera e propria rete commerciale. La condivisione di opinioni e di stand commerciali in eventi come Vinitaly li portò ad avere riscontri immediati e netti».

Oggi, anche grazie all’esperienza del trio, un terzo del vino del Gump Hof è venduto sul mercato altoatesino, un terzo nel resto d’Italia, un terzo è commercializzato all’estero, tra Stati Uniti, paesi Germanofoni, Paesi Bassi e Giappone.

Gump Hof in breve

  • Ettari 7,5 – Bottiglie  65.000
  • Fertilizzanti: letame
  • Fitofarmaci: rame, zolfo
  • Diserbo: lavorazione meccanica / manuale
  • Lieviti: inoculo di lieviti selezionati
  • Uve: acquisto 30%
  • Certificazione: nessuna certificazione
  • Premi Slow Wine: Vino Top a A.A. Pinot Bianco Praesulis 2021. Difficile scegliere quale vino premiare in un anno in cui Markus ha dimostrato, una volta di più, consapevolezza e talento, regalandoci assaggi ottimi. Abbiamo optato per questa etichetta piena di nervo e sapidità, che ci ha sorpreso per eleganza, espressività ed equilibrio.

Sui pendii della Valle Isarco

I vigneti di Gump Hof si trovano sui ripidi pendii della Valle Isarco, ad altitudini che variano dai 400 agli 850 metri sul livello del mare. «Sono vini sapidi, eleganti, che raccontano il suolo su cui vengono coltivati, un suolo morenico calcareo appoggiato sul solido porfido quarzifero che da Bolzano si allunga fino alla Valle Isarco, offrendo le condizioni migliori per i vitigni che Markus ha deciso di coltivare».

Tra questi troviamo il Pinot Bianco, il Pinot Nero, il Gewürztraminer, la Schiava e il Sauvignon. La loro cifra comune è, appunto, l’estrema eleganza, la sapidità, la capacità di restituire la freschezza alpina da cui traggono origine. 

Permettere alla vigna di fare la sua strada

Si tratta di vini che nascono innanzitutto in vigna, visto anche il motto di Markus, e la sua filosofia che, semplicemente, può essere riassunta così: «Permettere alla vigna di fare la sua strada». Cosa sta dietro a questa convinzione? Sicuramente un’interpretazione del ruolo del vignaiolo che non vuole essere invasivo, prevaricante, che si limita, se necessario, a correggere il tiro ma senza interferire troppo. Ad esempio, per fronteggiare un’estate particolarmente calda e secca come quella del 2022, può rivelarsi sufficiente, lasciare più foglie sulle viti esposte al sole pomeridiano, per garantire una maggiore ombreggiatura. Il “segreto”, insomma, pare risiedere in una gestione saggia, oculata, che nasce dalla capacità di ascoltare la vigna e la natura, e di trovare le risposte adeguate. 

Anche la cantina svolge un ruolo importante. Quella di Gump Hof è interamente scavata nella roccia, e se da un lato si integra perfettamente nel paesaggio, dall’altro garantisce le condizioni ideali per l’affinamento dei vini.

di Silvia Ceriani, info.eventi@slowfood.it

Organizzata da BolognaFiere e Sana da un’idea di Slow Food, Slow Wine Fair è la manifestazione internazionale dedicata al vino buono, pulito e giusto. Dal 25 al 27 febbraio 2024, convegni, masterclass, e l’esposizione di circa 1000 cantine italiane e internazionali e oltre 5.000 etichette. Iscriviti alla newsletter per essere aggiornato su tutte le novità. #SlowWineFair2024

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