La bellezza dei sogni semplici: Pantaleone

08 Gennaio 2023

Quando ho cercato per la prima volta informazioni sull’azienda Pantaleone credevo di essere incappata in un refuso. E mi chiedevo come la guida Slow Wine potesse essere così poco accurata dal non avere visto che il cognome della famiglia che gestisce l’azienda fosse scritto male: Pantaloni, e non Pantaleone, appunto.

Nessun errore, invece. Federica e Francesca Pantaloni, le due sorelle alla guida dell’azienda insieme al padre Nazzareno, si chiamano proprio così.

Pantaleone, invece, è il nome del canale che scorre nei terreni aziendali, e che ha dato il nome alla cantina. Sarebbe stato impossibile chiamarla diversamente, visto il fortissimo legame con questo luogo che è proprio di tutta la famiglia.

Il desiderio della terra

Mi racconta Federica: «Già mia nonna frequentava questi posti per la presenza di una fonte naturale di acqua salata, di cui qualche traccia la si può ancora ritrovare, forse, nella sapidità dei vini. Nostro padre è originario di qui, e anche se per 30 anni ha fatto l’operaio questo terreno non lo ha mai abbandonato, continuando a nutrire il desiderio di farvi ritorno e di poterlo coltivare».

A un certo punto, questo sogno semplice si avvera. Il padre di Federica e Francesca acquista il terreno, e vengono avviate le prime colture, di cereali. Nel 1998 avviene la conversione al biologico e nel Duemila, finalmente, l’attenzione di tutta la famiglia si focalizza sulla viticoltura.

Prima di allora, nessuna delle due sorelle pensava che si sarebbe fermata qui. Mi dice Federica, sorridendo: «Siamo state molto avventate nel prendere questa decisione. Nessuna delle due si era preparata per affrontare questa evenienza. Io avevo studiato design, Francesca da promotrice finanziaria. Eppure, quando papà ci ha chiesto: “Perché non proviamo a fare il nostro vino?” la risposta è stata naturale e immediata. Abbiamo detto sì, senza pensarci su troppo».

Un luogo magico

Francesca e Federica Pantaloni

Quello che Federica e Francesca – e il loro padre prima di loro – hanno scelto è davvero un luogo magico, che tutti in famiglia si impegnano per preservare integro per le generazioni che verranno.

Racconta Federica: «È davvero il posto giusto. Le nostre vigne sono esposte a sud-est si trovano a 450-500 metri di altitudine, in una zona caratterizzata da terreni scoscesi e da forti escursioni termiche che consentono ai grappoli di maturare belli asciutti. Sono proprio queste escursioni uno dei fattori più importanti del luogo e della tipicità dei nostri vini perché favorisconola naturale formazionedelle sostanze varietali che sono sulla buccia e che determinano e caratterizzano i profumi e i colori dei vini».

E poi c’è ovviamente il terreno, argilloso e tufaceo, che permette la formazione di sostante organiche da cui dipende la sua capacità nutritiva. Un insieme di fattori concomitanti che contribuiscono alla creazione di vini unici, come unico è il luogo in cui sono prodotti. Un altro elemento importante – come dimenticarlo? – è la biodiversità, che qui da Pantaleone si può toccare con mano. Leggiamo, infatti, che dei 50 ettari dell’azienda solo 19 sono occupati dalle viti. Gli altri 30 sono un grande bosco: di faggi, querce, pini… popolati di fauna selvatica.

Segno che l’equilibrio di tutte le parti è un elemento fondamentale della magia del luogo.

L’azienda Pantaleone

  • ettari: 20 – bottiglie: 78.000
  • Fertilizzanti: sovescio
  • Fitofarmaci: rame, zolfo
  • Diserbo: lavorazione meccanica/manuale
  • Lieviti: selezionati industriali
  • Uve: 100% di proprietà
  • Certificazione: biologico certificato
  • Premi Slow Wine: Chiocciola all’azienda, dove si respira la responsabilità di lasciare alle generazioni future terra e vigna migliori, e dove il biologico è un mezzo, affiancato dalla passione e dalla cura per l’ambiente; Vino Top a La Ribalta 2018: l’intrigante mix di frutto, spezie e menta apre a un palato elegante, con una trama tannica esemplare a corredo di un sorso pennellato, tonico e avvolgente.

Molto buono, tanto pulito, estremamente giusto

Il pulito di Pantaleone è contenuto in tutto quel che abbiamo descritto sopra.

Sul buono è l’enologo Giuseppe Infriccioli – compagno di Francesca – ad avere un peso importante. Dice Federica: «Giuseppe ha una passione per i vitigni autoctoni, il pecorino su tutti, è molto attento a ogni passaggio, preciso, lavora con l’obiettivo che il vitigno esprima al meglio il proprio carattere, e che le uve siano il massimo in quanto a salubrità».

E il giusto. Federica ci pensa su poco, e mi dice: «Il lato etico è da sempre presente nel modo in cui lavoriamo. La giustizia dei nostri vini è data dal rapporto con i ragazzi che lavorano con noi, un rapporto umano prima ancora che lavorativo. Lo stesso si può dire dei rapporti con i nostri fornitori, e con chi acquista il nostro prodotto, a cui proponiamo un vino pulito, dal giusto rapporto tra qualità e prezzo. Tutte le nostre scelte sono fondate sul rispetto per gli altri – anche durante la pandemia, abbiamo scelto di non vendere i nostri vini online, per non entrare in concorrenza con le enoteche con cui lavoriamo. E poi c’è ovviamente il rispetto per il territorio in cui viviamo, di cui ci sentiamo insieme ospiti e custodi».

Ecco allora che questo sogno semplice, coltivato con rispetto, è bellezza allo stato puro.

di Silvia Ceriani, info.eventi@slowfood.it

Slow Wine Fair è la manifestazione internazionale dedicata al vino buono, pulito e giusto. Dal 26 al 28 febbraio 2023, convegni, masterclass, e l’esposizione di centinaia di cantine italiane e internazionali e oltre 3.000 etichette. La biglietteria sarà disponibile online a fine novembre. Iscriviti alla newsletter per essere aggiornato su tutte le novità. #SlowWineFair2023

Skip to content