«Il vino, specialmente in Italia, è la poesia della terra». Così scriveva Mario Soldati per sintetizzare l’essenza di un prodotto che la terra sa raccontarla come pochi, o forse più di tutti.

La poesia di un’argilla umida o di una sabbia asciutta, quella di un granito decomposto o di una roccia calcarea sgretolata.

E poi, quella – a volte imperfetta – delle stagioni meravigliose o inclementi. E anche, ovviamente, quella che scaturisce dal lavoro umano, capace di imprimere a tutti questi elementi la propria identità.

Gli appassionati di vino sono, anzitutto, coloro che, accostandosi a un calice o scegliendo una bottiglia, cercano di cogliere questa poesia, di captarne il messaggio. Che sono propensi a esplorare, scoprire e gustare la splendida diversità del mondo del vino.

Non tutti gli appassionati sono allo stesso livello perché non tutti hanno le medesime conoscenze, esperienze e, anche, le doti che permettano di comprendere a fondo questo mondo. Un elemento comune, però, c’è: ed è proprio quella passione che li colloca di diritto in questa categoria. Una passione che sta alla base del loro modo di consumare il vino: un consumo consapevole, moderato e curioso, che ben sa che quel vino non si esaurisce nel bicchiere, ma parla di molto altro.

Alla Slow Wine Fair per…

Esplorare la parte espositiva della Fair, incontrare le cantine coinvolte, e innamorarsi delle etichette in esposizione. Trovare una selezione di vini realizzati nel rispetto dell’ambiente, con amore per il paesaggio e – anche – per il bene della comunità agricola di riferimento, e nel rispetto di collaboratori e dipendenti.

Partecipare alle Masterclass, per approfondire la conoscenza di millesimi, terroir e produttori.

Gli appassionati danno la possibilità ai vignaioli e ai professionisti di continuare il cammino di cambiamento virtuoso della viticoltura e, più in generale, del mondo agricolo. Per questo li aspettiamo alla Slow Wine Fair.